“L’AI alle PMI la porta chi le conosce già”
Kahuna apre il suo Programma Partner: agenzie, consulenti e commercialisti diventano la rete che porta la formazione sull’intelligenza artificiale alle piccole e medie imprese. Abbiamo incontrato il fondatore Paolo Serra.
L’intelligenza artificiale è entrata nel vocabolario di ogni imprenditore, ma tra il parlarne e l’usarla davvero resta una distanza che poche aziende sanno colmare. Kahuna AI Reinvention, realtà milanese di formazione, prova a colmarla da un’angolazione inusuale: non rivolgendosi direttamente alle imprese, ma costruendo una rete di partner che già le frequentano. Ne abbiamo parlato con il fondatore.
Partiamo dall’inizio. Cos’è il Programma Partner di Kahuna?
È un modo per portare la formazione sull’AI dentro le piccole e medie imprese passando da chi quelle imprese le conosce già. Noi i corsi li costruiamo e li teniamo. Il partner fa una cosa diversa: intercetta l’azienda interessata e ce la segnala, oppure segue lui la trattativa fino alla chiusura. Su ogni corso venduto prende una provvigione.
Perché una rete di partner invece di vendere direttamente?
Perché il problema delle PMI italiane non è la mancanza di offerta, è la fiducia. Un imprenditore si fida del suo commercialista, della sua agenzia di comunicazione, del consulente che lo segue da anni. Quando uno di loro gli dice “guarda che su questo tema c’è una cosa seria”, l’imprenditore ascolta. Noi possiamo fare le migliori campagne del mondo, ma non avremo mai quella relazione. Loro sì.
Chi è il partner ideale, allora?
Chi lavora già con le PMI e ha la loro fiducia. Agenzie di comunicazione e marketing, consulenti di direzione, commercialisti, software house, freelance del digitale. Gente che incontra gli imprenditori per il proprio mestiere e che oggi si sente chiedere dell’AI senza sapere cosa rispondere. Noi diamo loro la risposta, già pronta.
Molti penseranno: l’ennesimo programma di affiliazione. Cosa lo rende diverso?
La differenza è che il partner non deve diventare nulla che non è. Non gli chiediamo di studiare l’intelligenza artificiale, di preparare slide o di salire in cattedra. I contenuti e l’aula sono nostri, e restano nostri. Lui mette la relazione, noi mettiamo la competenza. È una divisione del lavoro onesta, non un giro di provvigioni in cui scarichi tutto sull’ultimo anello.
Aggiungo una cosa: chi produce di più guadagna di più anche in percentuale, non solo in volume. Abbiamo costruito dei livelli, e salendo aumenta la quota su ogni contratto. Vogliamo premiare chi ci crede davvero.
Restiamo sui numeri. Cosa guadagna concretamente un partner?
Dipende dal ruolo. Chi si limita a segnalare parte da una percentuale sul primo contratto, chi segue la trattativa prende il doppio. Poi, come dicevo, c’è la crescita per livelli: più contratti porti nell’arco dell’anno, più la tua percentuale sale. Non voglio entrare nelle cifre esatte qui, ma il principio è che il partner attivo viene remunerato meglio del partner occasionale.
Il tema AI rischia però di essere percepito come fumoso dalle piccole imprese. Come lo affrontate in aula?
Con un metodo che chiamiamo Do-With-Me. Niente teoria astratta: la mattina si vedono i casi concreti, il pomeriggio ognuno lavora sul proprio. Chi esce da una nostra giornata ha già prodotto qualcosa di utilizzabile sul suo lavoro, non una dispensa da archiviare. Le PMI questo lo capiscono subito, perché è il modo in cui ragionano: mostrami che funziona sul mio caso, e ti credo.
Un partner deve essere esperto di intelligenza artificiale per partecipare?
No, ed è il punto che più mi preme far passare. Il partner deve saper riconoscere un bisogno, non risolverlo. Se un suo cliente perde ore in attività ripetitive, o non sa da dove iniziare con questi strumenti, quella è già un’opportunità da segnalare. Al resto pensiamo noi. Gli diamo anche un percorso di avvio e i materiali, ma il mestiere dell’AI resta nostro.
State partendo ora. Quanti partner cercate?
Per adesso pochi e selezionati. Preferiamo un primo gruppo ristretto, seguirlo bene e imparare insieme a loro, piuttosto che aprire a tutti e non riuscire a stare dietro a nessuno. La rete cresce per qualità, non per numero. Chi entra ora entra in una fase in cui ha tutta la nostra attenzione.
Ultima domanda. A chi sta leggendo e si sta chiedendo se fa per lui, cosa dice?
Di fare una prova mentale semplice: pensa a un solo cliente che negli ultimi mesi ti ha accennato all’AI. Quello è già un partner potenziale per noi e un guadagno potenziale per te, senza che tu debba cambiare mestiere. Se quel nome ti è venuto in mente, allora vale la pena di parlarne.
| IN BREVE
Chi è – Kahuna AI Reinvention, società di formazione sull’intelligenza artificiale per le PMI italiane, con sede a Milano. Il programma – Una rete di partner (agenzie, consulenti, commercialisti) che segnalano o rivendono i corsi e ricevono una provvigione su ogni vendita. Per saperne di più – kahuna.guru · info@kahuna.guru |







